venerdì 13 settembre 2013

Il giornalismo fotografico: un altro sguardo dall’obiettivo



La figura professionale del giornalista in questi ultimi tempi è stata spessa associata alla televisione e alla rete. Tuttavia è giornalista anche il professionista che opta per illustrare i suoi servizi o reportage con la fotografia. A questo punto occorre definire che tipo di rapporto ha il professionista con l’immagine che sceglie di immortalare; meglio bisogna definire il rapporto tra la fotografia e il testo. Una fotografia posta in una rivista o in un giornale è abbinata a una didascalia e è proprio questa che mette in relazione l’immagine con l’intenzione dell’autore. C’è chi preferisce eludere didascalie troppo invadenti allo scopo di evitare di indirizzare la lettura dell’articolo redatto e della fotografia oppure di introdurre informazioni e nozioni sbagliate. Il lavoro del giornalista è quello di dire la verità e di informare il lettore. Come le parole, purtroppo, anche le immagini possono essere elementi utili per rendere la verità più soggettiva che oggettiva. Chi è cosciente di questo è custode di un segreto importante.  Un buon giornalista fotografico riflette su come comporre la propria immagine e per questo tiene conto di numerosi aspetti come la prospettiva o ancora il posizionamento dell’orizzonte sulle fotografie. In effetti posizionare ad esempio l’orizzonte al centro dell’immagine è una pessima scelta che confonde il lettore. Oggi, con la diffusione delle macchinette fotografiche molte persone hanno la possibilità di cimentarsi in un ruolo da finti giornalisti fotografici: dalle vacanze agli eventi eccezionali, molti usano la fotografia come racconto e forse implicitamente imparano alcune tecniche utilizzate per narrare altre verità.