mercoledì 6 novembre 2013

Vinitaly vs. Vinexpo Asia Pacific



La mia editrice quando mi ha fornito la scaletta degli articoli, riguardo a questa manifestazione si esprimeva in questo modo: “occorrerebbe informarsi su questo vinexpo in Asia … la vedo davvero fuori contesto, però noi non critichiamo, noi esponiamo!”
La gentilezza e i modi garbati appartengono senza dubbio alcuno al gentil sesso, perché io non sarei mai riuscito ad utilizzare simili espressioni per introdurre un argomento tanto delicato e che desta in me, e penso anche in voi lettori, notevole preoccupazione.
Potrei dire che siamo in un era globalizzata in cui certe cose non devono sorprendere, potrei dire che queste manifestazioni non sono altro che una cartina tornasole che ben pubblicizzano un nostro vanto nel lontano est-asiatico, potrei aggiungere che in Asia apprezzano a tal punto il nostro vino dall’incentivare queste manifestazioni ogni anno in maniera più convinta … appunto potrei, ma non credo sia giusto scrivere pensieri retorici e impersonali nei confronti di voi lettori e per questo, come ben consigliato dall’Editrice, mi limito ad “esporre”!
Il mondo del vino oramai ha lo sguardo verso Oriente e in particolare verso la Cina. Vinexpo Asia- Pacific e Top Wine China si sono concluse da poco e a novembre sarà la volta di Vinitaly In The World a Hong Kong. Mai come oggi il Paese del Dragone è al centro dell'attenzione dei produttori di tutto il mondo. Secondo il rapporto dell'International Wine and Spirit Research, presentato al Vinexpo Asia-Pacific di Hong Kong, il business internazionale del vino continuerà a crescere, almeno fino al 2015, proprio grazie all'aumento dei consumi in Asia, Cina in primis. Tra il 2006 e il 2010 i consumi di vino nel Paese del Dragone sono cresciuti del 140% e da qui al 2015 si prevede un ulteriore salto del 54%. Una rivista importante come Decanter e il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post sono chiari e su entrambi si legge che gli appassionati di vino e i collezionisti asiatici stanno cercando vini diversi dal Bordeaux, prodotto che ha registrato sì successo in Cina ma che sta diventando vittima di contraffazioni. La conoscenza del vino italiano da parte del consumatore cinese è però ancora poca e, spesso - soprattutto quando non c'è un padiglione che racchiude i produttori di una nazione - è smarrito e non riconosce l' “italianità”.
Per nostra fortuna – scusate il sarcasmo molto accentuato –  però, alcuni produttori veronesi dopo il successo avuto in questi ultimi anni sono sempre più propensi a intensificare i rapporti con la Cina e spiegare in maniera accurata le qualità organolettiche dei vini prodotti nel “Belpaese”!
Così si esprime un produttore veronese: “Io rappresento la quarta generazione della mia famiglia, e spero di essere ricordato un giorno per essere stato colui che ha fatto conoscere i nostri vini ai cinesi. I consumatori qui mi chiedono da dove veniamo e quanto costano le nostre bottiglie. Queste domande mi fanno pensare che c'è una prospettiva enorme”.
A volte i commenti ad alcune frasi lette o ascoltate diventano superflui e questo credo sia un caso emblematico!