lunedì 27 maggio 2013

In esclusiva blog Il Libro della settimana


In anteprima in questa edizione, vi presentiamo il nuovo libro di Felix Adado Come una macchia nella neve. Una nuova raccolta di poesie da non perdere, soprattutto in questi anni durante i quali alcuni studiosi portano appunto a riflettere sullo status della poesia. Dobbiamo pensare in questi anni a un declino, una crisi della poesia paragonabile a quella accaduta in Francia durante il ‘700? Lascio a voi la risposta. Resta di fatto che dei versi viaggiano, risuonano, si iscrivono nelle pagine di questa opera di questo scrittore gaetano venuto da un paese da noi poco conosciuto. La presentazione ufficiale avrà luogo domenica 26 alle ore 18.30 nella chiesa Avventista sita in via dei Frassini. Per farsi che i versi continuino il loro lungo viaggio,  vi aspettiamo numerosi.   

Editoriale


Cari Grandi, Cari Piccoli,
Ecco a voi la puntata della Nuova Gazzetta di Gaeta dedicata al gioco.  Il 28 maggio, giornata internazionale del gioco inizierà Pazzielle 2013. Sei giorni all’insegna del gioco e del divertimento. Vi introduco all’argomento partendo da un’intervista realizzata a un Grande per sapere cosa ricorda del gioco. Analizzeremo diversi aspetti della parola gioco, tengo peraltro a segnalarvi l’interessante articolo del Dott. Mangani intitolato Gioco e Diritto, da leggere assolutamente! Per ora vi lascio, vado a terminare le decorazioni del nostro stand per Pazzielle 2013… vi aspettiamo numerosi, sotto la scuola Virgilio, per giocare insieme da martedì 28 maggio fino a domenica 2 giugno!


Intervista a un Grande: il gioco come modo di vivere o come ricordo?


A cosa giocavi da piccolo?
Da piccolo giocavo a costruire un fortino insieme a altri compagni della mia età che vivevano nello stesso palazzo. L’estate, invece quando mi trasferivo da mia nonna in Via Indipendenza, giocavamo a campanone, i quattro cantoni e un, due, tre stella!

Quale era il tuo gioco preferito?
Da buon maschietto, ovviamente costruire il fortino e fare la guerra contro gli altri.

In che consistevano gli altri giochi?
Il campanone consisteva nel lanciare una buccia di arancia, una buccia di cocomero o un sasso in una casella numerata disegnata a terra e nel caso in cui riuscivi a centrare il numero, dovevi seguire il percorso saltellando senza mettere il piede nella casella. Vinceva chi arrivava all’ultimo numero.

E ora che sei grande, riesci ancora a giocare?
Certo che riesco ancora a giocare! Un eterno fanciullino … diceva Pascoli.

Cavallino di legno, mon amour



Terra cotta, stoffa, metalli vari possono essere impiegati per realizzare giochi stupendi. Tuttavia, anche il legno ha il suo fascino e il suo impiego nella realizzazione dei giocatoli è antichissimo. Vi racconto una storia: tanti secoli fa, non lontano dalla nostra penisola, un esercito combatteva duramente contro il suo avversario di sempre. Questo esercito, tuttavia, era in difficoltà ma fortunatamente a uno dei suoi soldati venne in mente un’idea geniale: costruire un cavallo di legno. Dentro la pancia del cavallo di legno gigante si sarebbero nascosti gli uomini pronti a lottare e l’animale sarebbe stato introdotto nella città nemica grazie a un’astuzia. Il colpo fu vincente e così l’esercito del cavallo vinse la battaglia. Non devo farvi nomi, credo tutti abbiate capito di che si tratta. A partire dall’ottocento, non era più raro vedere ragazzini tirare cavallini di legno con una cordicella oppure vedere che grandi fabbricanti di giocattoli tentavano di riprodurre il prezioso animale con tutti i colori più belli per la gioia dei più piccoli.


Ricetta – dama di truffes


Sappiamo benissimo che non si gioca con il cibo però una serie di truffes cioccolato bianco e cacao disposte in un certo modo su un bel piatto in attesa del ritorno dei golosi può essere decisamente piacevole da guardare!
Ingredienti:
100 gr di cioccolato fondente
100 gr di cioccolato bianco
2 noci di burro
2 tuorli
Cacao amaro q.b.
Farina di cocco q.b.
100 ml di panna liquida
Procedimento:
Mettere a fondere a bagnomaria il cioccolato fondente. Aggiungere una noce di burro e poi circa 50 ml di panna. Mescolare bene e quindi aggiungere il tuorlo. Amalgamare bene. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare prima in un luogo asciutto poi lasciare per due ore in frigorifero. Ripetere il procedimento con il cioccolato bianco. Due ore dopo, prendere un poco del composto solidificato e farne delle palline più o meno perfette. Rotolare le palline di fondente nel cacao e quelle di cioccolato bianco nel cocco. Disporre su un piatto a mo’ di scacchiera. Conservare in frigorifero. Buon appetito!

Gioco...e Diritto


Quando, ahimé, dieci anni orsono mi imbattei nel capitolo V di un libro di filosofia del diritto intitolato “Gioco…. e diritto” rimasi basito da quanto letto.
Non crediate però che la mia incredulità derivasse dall’alto sapere filosofico trasfuso in quell’opera giuridica dal suo autore, ma a onor del vero concetti come ordine ludico e ordine giuridico avevano lasciato poco spazio all’immaginazione di un allora giovane studente universitario poco più che diciottenne.
Nel capitolo in questione, in estrema sintesi, l’autore, in una sorta di comparazione tra gioco e diritto riportava entrambi i fenomeni ad un ordine catalogato di regole e principi, affermando al contempo che l’uomo in quanto individuo bisognoso di certezze ripeteva continuamente una serie di comportamenti già dati nell’ordine conoscitivo del mondo naturale.
Ancora oggi, oramai 29enne, anche se più cosciente del significato di quella lettura filosofico-giuridica, credo che il gioco e il diritto non possano entrare in comparazione solo perché contraddistinti entrambi da un numero definito di norme volti a regolare il comportamento di determinati individui.
Questi due fenomeni, infatti, sono entrambi destinati a dare sempre nuove interpretazioni della realtà circostante non potendosi limitare ad essere semplici contenitori di regole volte a regolare la vita sociale del genere umano.
Diceva Kierkegaard che “il concetto di legge è inesauribile, infinito, instabile nelle sue prescrizioni: ogni prescrizione genera un’altra più precisa e così all’infinito…” La stessa cosa, a parere di chi scrive, avviene nel gioco, forse anche in maniera più imprecisata e indefinita.
Con ciò non si intende dire che il gioco e tanto più il diritto debbano essere considerati fenomeni estemporanei, anzi in entrambi i casi l’uomo nel dettare determinate regole istituisce un senso ad un determinato fatto concreto.
La questione del senso, però, non è risolvibile nell’ordine conoscitivo di quel che viene trovato nella natura, ma appartiene ad un sapere parziale che si evolve e non può che cambiare a seconda dell’evoluzione del genere umano.
Luca Mangani


Un punto di storia – il gioco più antico del mondo

Vi siete mai chiesti quale è il gioco più antico del mondo? Non è proprio facile rispondere a questa domanda ma è certo che il gioco esiste da molto tempo. Per esempio, 5000 anni a.c., in Mesopotamia, si ha la certezza che si giocasse a un gioco da tavola molto simile agli scacchi o alla dama. Le pedine, le caselle bianche e nere avrebbero rappresentato i cicli della vita come i mesi, le ore del giorno, etc. Anche a Roma si giocava al Duodecim scripta e in Egitto era famoso il mehene come gioco di intrattenimento. Effettuando uno studio in tutto il mondo, ci si accorge che dalla notte dei tempi l’uomo ha sempre costruito dei giocatoli e quelli più ricorrenti sono la bambola, la palla e i sonagli. In Giappone ma anche nell’Egitto dei Faraoni, si fabbricavano statuine che servivano appunto al divertimento dei più piccoli.  Vi consiglio di leggere in seguito l’articolo dedicato alle implicazioni psicologiche del gioco per approfondire!

Le implicazioni del gioco: un mondo perfetto


Un tentativo interessante di spiegare il senso del gioco per l’umano è  senz’altro quello di Freud. Egli insegna che i giochi dei bambini servono prevalentemente a attuare un processo di identificazione. Il bambino emula il padre quando gioca mentre la bambina imita la mamma. A ogni modo, secondo Freud, il gioco è fondamentale per i bambini poiché permette di superare le paure, esplorare mondi nuovi e lasciare lo spazio all’immaginazione. Il gioco ha anche una funzione cognitiva che deriva appunto dalla conoscenza attraverso giocattoli di mondi nuovi ma ha un ruolo importantissimo anche per lo sviluppo dell’affettività nel bambino e poi nell’adulto. Per approfondire questo aspetto si rimanda a diversi studi psicologici effettuati da grandi studiosi della materia come Freud, Piaget o ancora Vygotskij.

Teatro Estivo Gratuito


Corsi di Francese


domenica 19 maggio 2013

Editoriale


Ecco per voi una puntata tutta belga. L’ispirazione mi è venuta sentendo per l’ennesima volta gli studenti del nostro doposcuola ripetere la storia dell’Imperatore Carlo V il quale sarà peraltro oggetto del punto di storia di questa edizione. Il Belgio è un piccolo paese forse poco conosciuto con tradizioni distanti da quelle dei posti del Mediterraneo e con un clima decisamente più freddo e meno clemente. Tuttavia, la gente vi è simpatica e Liegi o ancora Gand, riservano notevoli sorprese. Liegi si trova in Wallonia e è naturalmente una città francofona. Per noi che abbiamo tra i nostri obiettivi di diffondere la cultura francofona, riteniamo che darvi qualche notizia su questa città sia un ottimo punto di partenza per viaggiare nel vasto mondo della francofonia. Buona lettura!
La Fenice

Un punto di storia - Carlo V


L’imperatore Carlo V nacque a Gand nell’anno 1500, figlio dell’Arciduca d’Austria Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza (figlia dei Sovrani Cattolici di Spagna). Eletto Imperatore dopo Massimiliano I, al posto di Francesco I, Re di Francia, regnò su un territorio vasto teatro di numerose ribellioni. Carlo restò molto legato alla nobiltà fiamminga poiché era cresciuto nell’ambiente nobiliare di Gand. Questo suo legame con i nobili fiamminghi gli valse una forte impopolarità in Spagna, quando divenne, nel 1516, Re di Aragona e di Castiglia, succedendo al nonno Ferdinando. Carlo V ebbe anche un ruolo di fondamentale importanza durante le lotte per l’affermazione del protestantismo.

L’Affaire Tournesol: temporale e vetro rotto


Nel quadro dell’iniziativa teatrale estiva proposta dalla nostra associazione, presentiamo qui la traccia dell’episodio di Tintin che verrà messo in scena per i vostri ragazzi.
Tutto inizia con una bella passeggiata per Tintin e il Capitano Haddock. I due fedeli amici, si trovano nei pressi della dimora del capitano, Moulinsart. All’improvviso, scoppia un temporale e Nestor, il gentile maggiordomo, viene incontro al reporter e al capitano con un ombrello. Rientrati a Moulinsart, si respira nell’aria una strana atmosfera: gli specchi volano in frantumi, i vasi esplodono, i bicchieri finiscono in mille pezzi senza che nessuno faccia nulla per questo. Nel giardino di Moulinsart, si sente sparare e una vittima viene ritrovata da Tintin e il Capitano: un uomo giovane è steso a terra. Il tempo per il Capitano e Tintin di avvisare le forze dell’ordine e il ferito scompare nel nulla. Tintin, il Capitano e Milou sono allora catapultati in una vicenda intricata che li porterà perfino in Svizzera alla ricerca di un misterioso professore Topolino. Chi sa se l’enigma del vetro rotto sarà risolto? Chi sa se Tintin scoprirà chi era il ferito di Moulinsart e soprattutto perché una sparatoria proprio a Moulinsart? Gli attori ne sapranno di più il 4 giugno alle ore 16.00 durante la riunione di benvenuto e gli spettatori o futuri tali … essi dovranno aspettare!!!