mercoledì 28 maggio 2014

Quello che possiamo dare, quello che dobbiamo dare e quello che non dobbiamo dimenticare

Cari Lettori,

Sono passati diversi giorni che sembrano avere modificato in maniera decisiva il trascorrere del tempo. Oggi in redazione, impegnata nella lettura dei comunicati stampa che mi sono stati mandati nelle ultime 24 ore, mentre la mia bambina gioca con le sue carte Disney, non riesco a impedire l'assalto di alcuni pensieri. Non vi scrivo un editoriale da molto, ma oggi, è giunto il momento di dirvi alcune cose che potranno apparire anche scontate. La prima, grazie. Grazie a tutti voi lettori fedeli, detrattori, scettici e curiosi occasionali. Grazie per tutto quello che apportate al nostro lavoro e ai nostri articoli. Grazie anche a tutti coloro che sono venuti durante il Festival del Gioco e della Famiglia, Pazzielle 2014, per salutarci, per vedere Ratatouille (spettacolo della Truppa della Fenice) o ancora per costruire un caleidoscopio con i ragazzi dell'Associazione Culturale I Sassolini della Fenice allo stand (grazie Elena, grazie Matteo!). Questo festival è stato reso splendido dalla collaborazione tra le associazioni presenti (grazie a Adriano, Enrico, Pina, Loredana, Barbara, ...) e dall'impegno profuso da parte delle istituzioni (Assessorato alla Cultura di Gaeta e Amministrazione Comunale). Quello che secondo me va detto, è l'importanza di un festival per la famiglia e i piccoli. L'importanza di questo appuntamento si declina in molteplici aspetti; il più importante è senz'altro quello legato alla condizione dei ragazzi/bambini di oggi che hanno bisogno di esempi positivi. La positività e la serenità per loro sono essenziali. Come già ricordato in un articolo precedentemente pubblicato che trattava di un progetto culturale proposto dalla Associazione Culturale I Sassolini della Fenice, non è possibile pensare di costruire un mondo sena valorizzare la cultura, l'apprendimento e lo sviluppo positivo delle capacità di ognuno di noi. Non va peraltro dimenticato che per vedere la società in cui viviamo evolversi, occorre permettere che siano i nostri stessi figli a superarci.
Il mio è un pensiero di qualche riga, pubblicato  tra un articolo e l'altro, che si può scegliere di non leggere o non condividere.
La Fenice