martedì 3 giugno 2014

Dal Tibet a Hollywood: meraviglioso viaggio in Oriente con Alessandro Izzi e Massimiliano Di Meglio

Foto a cura di Accademia Fotografica
Si è tenuto domenica 1 giugno l'incantevole incontro nella sala del Centro DanTian di Gaeta con il caporedattore di Close Up Alessandro Izzi che ha presentato la sua opera Dal Tibet a Hollywood. Alessandro Izzi e Massimiliano di Meglio hanno deliziato il vasto  pubblico del centro DanTian, che diffonde ormai da diversi anni la cultura orientale, fra l'altro grazie alle lezioni di arti marziali che vi trovano il loro spazio quasi ogni giorno della settimana. Nella sala del Dantian, le cui pareti sono addobbate da armi tipiche dei guerrieri del Sol Levante, il dott. Di Meglio ha illustrato come, in verità, la presenza di questi strumenti rappresenti l'intento di promuovere la non violenza. In questo modo si è aperto un incontro emozionante. Nei suoi brevi ma intensi interventi, il dott. Di Meglio, moderatore dell'evento esperto di Filosofia Orientale e cultore della materia, ha inoltre esplicato accuratamente al pubblico il vero senso della parola meditazione che consiste soprattutto nella capacità di connettersi con dimensioni più ampie, svincolate da concezioni rigide non in grado di percepire la fluidità del mondo che ci circonda. Il libro presentato Dal Tibet a Hollywood è sugli scaffali delle librerie già dal 2008, ma come segnala lo stesso autore, nel panorama cinematografico degli ultimi anni, non ci sono stati nuovi film in grado -  come lo sono i capolavori di Scorsese, Bertolucci e Herzog - di cogliere attraverso la telecamera l'essenza del mondo orientale. L'opera di Izzi, che ha come scopo quello di spiegare la percezione occidentale della filosofia buddhista attraverso l'analisi di Kundun in modo prevalente - film di Martin Scorsese basato in parte sull'autobiografia del Dalai Lama -  si configura come una porta aperta su un mondo distante dal nostro. Una distanza che non si calcola in chilometri come lo hanno dimostrato il Dott. Di Meglio e lo scrittore Izzi e che si risolve con lo sguardo, l'attenta osservazione dei simboli e la voglia di lasciare che il suolo sotto i nostri piedi diventi cielo e il cielo diventi terra. Non un'esortazione al caos, bensì all'essere capaci di cambiare punti di vista e accettare che per alcuni, la distruzione non ha connotazione negativa e la compassione - intesa come capacità di capire lo stato d'animo dell'altro -  vince sull'egoismo.
Un storia editoriale un poco frettolosa quella che diede vita a  Dal Tibet a Hollywood senza una vera propria presentazione, motivo che induce l'autore a credere che la sua non sia un'opera del tutto perfetta anche se noi lettori, nonostante la modestia di Alessandro Izzi, abbiamo il piacere di leggere  un'opera di una forza incredibile destinata a tutti coloro che vogliono capire. Per quelli che vogliono conoscere la filosofia  orientale e non sanno da dove iniziare, questo volume può costituire un punto di partenza, soprattutto se a presentarlo c'è il Dott. Di Meglio che in una perfetta sintonia con l'autore apporta la luce della conoscenza su ogni punto che rappresenta una diversità. L'analisi cinematografica per comprendere un mondo riveste allora lo stesso ruolo dell'analisi letteraria: analizzare per comprendere. Un appuntamento di rilevanza culturale notevole quello di domenica   primo giugno conclusosi con l'invito del Dott. Di Meglio a continuare gli incontri di questo tipo al fine di raccontarci storie per imparare a collaborare tra Associazioni e vivere in definitiva tutti meglio, guidati dalla conoscenza e dalla condivisione.