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lunedì 28 luglio 2014

Jazz Festival, settima edizione, primo successo e tanti altri appuntamenti!

Fotografia a cura di Flavia Fiengo
Un clamoroso successo quello di Milena Angelè venerdì 25 luglio sul palco del Molo Sanità nella parte medievale della città di Gaeta. La platea gremita ha accolto con entusiasmo le note di Resiliency primo album della giovane artista romana. E' stato proprio il sindaco Mitrano, con la  collaborazione di Dino Pascali, ad aprire la serata ringraziando non solo tutti i presenti e tutti gli artisti ma anche chi lavora intensamente dietro le quinte per permettere a Gaeta di respirare cultura per tutta l'estate 2014. Del resto, l'approvazione e la contentezza del primo cittadino erano già state espresse durante l'ultima conferenza stampa tenutasi in presenza sia di Dino Pascali -  Gaeta Grandi Eventi -  e dell'assessore alla cultura, Sabina Mitrano per l'inaugurazione di Gaeta d'Estate. Un successo dunque per il Jazz, per Milena Angelè che manda a tutti attraverso la sua melodiosa definizione di resilienza un  messaggio di coraggio e di speranza per uscire da questo momento storico delicato. Ma anche un successo per il Festval del Jazz che questo anno lascia le mura del castello per offrire concerti gratuiti - solamente tre date resteranno a pagamento -  nelle piazze della città di Gaeta. Una novità che promette bene data l'affluenza di venerdì. Ora si attende con impazienza la serata del 2 agosto per vedere esibirsi sul palco del Molo Sanità-Porticciolo Santa Maria IRIO DE PAULA “SAMBA JAZZ” TRIO.

lunedì 21 luglio 2014

La testa tra le stelle o la meravigliosa serata di sabato 19 luglio, a cura del GAM

Foto a cura del GAM
Si è svolta sotto un cielo sereno e stellato la serata di sabato 19 luglio 2014 dedicata alla scoperta di Saturno organizzata dal Gruppo Astrofili di Minturno. Comodamente trasportati dalla navetta nell'area protetta di Monte Orlando, i partecipanti all'appuntamento sono stati accolti da Giuseppe Conzo e dal suo staff. La serata è iniziata con una piacevole conferenza presentata dallo stesso Giuseppe che aveva come obiettivo quello di presentare le principali caratteristiche di Saturno, dalla posizione del pianeta nel nostro sistema solare fino alla sua struttura interna, passando per spiegazioni per quel che riguarda Titano, il sattellite di maggiore dimensione che ruota intorno a Saturno e qualche delucidazione circa i famosi e affascinanti annelli. Tra tutti i presenti, molti bambini gradevolmente sorpresi di non essere stati esclusi dal discorso di Giuseppe grazie all'infinita chiarezza di questo ultimo, cultore della materia da diversi anni. Per illustrare meglio ancora quanto detto dal relatore, sono state proiettate fotografie scattate dalla sonda Cassini, entrata nell'orbita di Saturno il primo luglio 2004. La sonda festeggia quindi questo anno dieci anni di attività e ha permesso agli scienziati di scoprire ulteriori caratteristiche del pianeta. Terminato l'incontro di circa venti minuti nella sala del museo di Monte Orlando, ad attendere qualche metro più su bambini e adulti già meravigliati da quanto esposto durante il perfetto e conciso intervento di Giuseppe, due magnifici telescopi. Naturalmente, per i membri del gruppo astrofili, scoprire Saturno significava anche fare un viaggio nello spazio. Così, senza che i partecipanti fossero ancora certi di stare con i piedi a terra, una volta spente tutte le torce elettriche e dimenticati i cellulari, lo staff del GAM ha mostrato come riconoscere l'Orsa Maggiore, la costellazione dello Scorpione, del Cigno, perfino la via lattea, il confine del nostro sistema e Saturno, che a occhio nudo appariva come un puntino luminoso lontano. Perfino gli adulti venuti per accompagnare i più piccoli si sono immaginati su un carro a tirare il velo della notte...Gli occhi già pieni di meraviglia, ogni partecipante si è avvicinato all'attrezzatura messa  a disposizione dal GAM e lo staff, con entusiasmo, ha permesso di osservare Saturno un po' più da vicino. Un' immagine indimenticabile! Giuseppe ha spiegato che il pianeta non è visibile sempre e per giunta occorre osservarlo in un determinato momento della serata. Molti, increduli, fissavano l'obiettivo e poi guardavano il puntino luminoso nel cielo blu, come se stessero sognando! Chiunque volesse poi porre domande era ascoltato con attenzione e cortesia. L'atmosfera di questo incontro sotto le stelle era molto rilassata e all'insegna della condivisione del sapere, quella condivisione che unisce tutti gli uomini e non li divide più. Come sottolinea Giuseppe Conzo, è importante sensibilizzare gli esseri umani alla vita e alle bellezze che li circondano. Questo scopo si può raggiungere anche con la testa fra le stelle...Per concludere, l'Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse ha offerto a tutti un momento magico: sono state rilasciate, a chiusura dell'evento, due civette curate del Centro di Recupero di Animali Selvatici del Parco. Prima di rilasciare i rapaci, i dipendenti del Parco hanno avuto la premura di soddisfare la curiosità dei bambini, senza tuttavia spaventare i due esemplari degli strigidi. Un appuntamento, quello del GAM, di alto livello culturale, svoltosi con semplicità, amore per la natura e rispetto di tutti, astri e animali compresi; una parentesi atemporale che ha permesso a tutti di comprendere che il mondo migliore che sogniamo fa parte di noi e resta a portata di mano. I membri del GAM mostrano il buon esempio. Per seguire il GAM e gli eventi proposti: www.astrominturno.it

venerdì 27 giugno 2014

Voci del festival della poesia del 21 giugno 2014: Raffaele Gentili racconta

E' molto emozionante, grazie alla scrittura, permettere a eventi eccezionali di rivevere ancora qualche istante dopo che si siano conclusi! Per questo, pubblichiamo un'intervista esclusiva: la nostra Redazione, dopo il festival della poesia del 21 giugno 2014, ha avuto l'immenso piacere di chiacchierare con il poeta viandante Raffaele Gentili che ci ha parlato del suo rapporto con la poesia. Una vera delizia che vi presentiamo in questo articolo!
1. Da cosa nasce la passione per la poesia?
Dalla passione per la lettura   che si è evoluta con il passare del tempo. 
2. Quali sono le letture o gli autori che preferisce?
Io leggo Salgari, Mann, mi piacciono i classici, in particolar modo Dostoevskij. Non leggo invece la letteratura francese che non mi attrae molto. I gialli, sì, ho letto Maigret, fra l'altro. Mi piacciono i gialli italiani, americani...i gialli per chi ama la lettura sono praticamente un passaggio obbligatorio. Scelgo il libro che voglio leggere "a pelle", per sensazione. Compro almeno due libri al mese. 
3. E per la poesia, chi sono gli autori che le piacciono?
A me piace soprattutto Robert Frost, ma anche Alfonso Gatto. Resto molto affascinato dalla la letteratura americana in generale. Recentemente, ho prestato molta attenzione alla poesia araba e persiana. Forse perché, ancora prima dei Greci, erano loro i primi poeti. Per me la poesia del Novecento assomiglia molto a quella degli esordi.
4. Quando ha iniziato a scrivere poesia?   
Scrivo da trenta anni. Per esigenza. Forse da quando sono ragazzo. Anni fa, ho stampato un libro convinto di essere un poeta. Scrivo da un bel po' di tempo. Ho venduto quasi tutte le copie della raccolta che scrissi allora. Rileggendomi, oggi, credo di essere migliorato. Un po' di ironia sul proprio modo di scrivere, ci vuole. Noi siamo "gente che scrive", mettere un eccesso di vanità nella nostra attività è sbagliato. Per me, scrivere è come bere un caffè. La rima mi viene abbastanza facile anche se cerco di evitarla. Pe rnoi poeti viandanti, la poesia è un mezzo di espressione sincera. Non siamo dei tecnici della letteratura, non diamo spazio alla forma a scapito del contenuto. A volte, tutto ti ispira versi e a volte, le medesime cose che hai osservato non ti dicono più nulla. Resta comunque difficile che passi un giorno senza scrivere.
5. Se dovesse collegare la poesia a qualche altra arte, quale sarebbe?
La collegherei sicuramente alla fotografia. Quello che l'occhio coglie deve essere narrato attraverso la poesia. 
6. Quale è il posto che più La ispira? A chi dedica le sue poesie?
Fra tanti, è Narni, la mia città. Ho dedicato qualche poesia a mia madre; in realtà, non ho dediche da fare a nessuno se non alla poesia stessa. 

domenica 22 giugno 2014

Possibile che la poesia faccia tutto questo?

Possibile che la poesia faccia tutto questo? Sì, e anche di più. Questa è la risposta alla domanda postata da Sandra Cervone, dopo il successo del Festival della Poesia di sabato 21 giugno 2014. Un successo che ha fermato il tempo e la stanchezza e ha reso lo spazio del mondo intero a portata di mano. Il Festival della Poesia è il sesto appuntamento della favolosa rassegna di poesia organizzata dall'associazione culturale deComporre nella Chiesa Cristiana Avventista di Gaeta. La rassegna aveva già evidenziato attraverso letture e dibattiti i diversi ruoli della poesia in numerosi campi, analizzando il rapporto fra poesia e donna, poesia e integrazione, poesia e psicologia. E' stato dedicato un appuntamento al posto della poesia nella Bibbia. Proprio in quella occasione, è apparso chiaro a tutti quanto la poesia prescinde dalla forma e pervade le parole che credevamo di conoscere meglio di tutte. Come dicevano, o meglio, declamavano i poeti viandanti nella sera di sabato 21 giugno, la poesia è poesia. Non ha regole e non ha confini. I poeti viandanti ossia circa cinquanta persone che scrivono impressioni, pensieri, sensazioni trovano l'ispirazione in tutto e le loro parole viaggiano, con o senza musica, permettendo al mondo di girare intorno al sole, lasciando che le persone possano respirare e vivere. Ecco quello che fa la poesia: dà la vita, anima gli uomini. I poeti presenti nella sala della chiesa del Pastore Davide Malaguarnera hanno letto brani esclusivi della loro ultima antologia pubblicata da deComporre Edizioni: ConTatti DiVersi. Che genere di contatti? Che tipo di tatto? Quello di questi messaggeri che si rincorrono con la loro poesia. Hanno presentato la loro poesia come la scrivono, rincorrendosi, in due o in tre ...  in tandem o in trittici, leggevano e facevano sorgere le stelle, mutare il vento e cambiare i colori del cielo, il quale non sapevamo se fosse ancora lì o se avesse deciso di sedersi in sala ad ascoltare. Un evento fuori dal comune, di portata nazionale e che ha indotto poeti, scrittori di tutta Italia a cercare le parole che li avrebbero guidati a Gaeta, al fianco dell'associazione deComporre, del Pastore Davide. Un altro effetto della poesia? Rivela quello che nel nostro profondo è una certezza: le lingue del mondo non sono delle differenze, ma dei punti in comune ... così, in presenza dell'assessore alla cultura Prof.ssa Sabina Mitrano, sono stati annunciati i nomi dei sette finalisti del concorso nazionale di scrittura Un Ponte di Parole promosso dall'associazione culturale deComporre e dall'Amministrazione Comunale di Gaeta. Si attende con ansia il nome del vincitore o della vincitrice. Una serata indescrivibile quella della presentazione di ConTatti DiVersi che ha lasciato depositarsi nel cuore di ciascuno dei presenti una parola decantata dai poeti e cantata da Marianna Tafuri, con il trio Note senza Confini: shalom. Per concludere, Oltre il compito di recensire, Esiste il dovere di segnalare, Se si desidera, Il modo di ottenere, Anche per pura curiosità ConTatti DiVersi: www.decomporredizioni.com.

giovedì 19 giugno 2014

Volare, cantare ... nel blu, dipinto di blu!

E' tornata a volare in tutta libertà la poiana curata al Centro di Recupero di Animali Selvatici dell'ente Parco regionale Riviera di Ulisse. Mercoledì 18 giugno alle 10.30 circa, il rapace ha spiccato il volo dall'alto della torre del castello aragonese davanti a un pubblico meravigliato. Il buzzago sembrava in effetti in piena forma e è sfrecciato  nell'azzurro del cielo di Gaeta, ma non senza difficoltà. Per un momento, i curiosi che assistevano all'evento hanno trattenuto il fiato: i gabbiani reali presenti nelle vicinanze hanno preso di mira la poiana che ha fatto del suo meglio per evitarli. Infine, è sparita nel verde degli alberi che si trovano sotto il castello. Un momento magico e irripetibile per i turisti, per gli allievi della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, per i loro superiori, per i ragazzi dell'associazione culturale I Sassolini della Fenice e per tutti i presenti. L'evento, organizzato sull'immensa terrazza del castello aragonose, ha permesso di raggiungere un duplice obiettivo: quello di sentirsi volare e di rivivere per qualche istante l'atmosfera del castello, immaginando come poteva essere qualche secolo fa. Infine, per concludere l'evento nel migliore dei modi, il Tenente Colonnello della Scuola Nautica della Guardia di Finanza ha ricordato ai presenti la disponibilità da parte dell'Arma di prestarsi all'organizzazione di eventi simili in collaborazione con enti territoriali. Una dichiarazione che rammenta a tutti che la Guardia di Finanza è al servizio del cittadino e ne protegge gli interessi, anche quelli culturali e ambientali, come lo ha sempre dimostrato la Scuola Nautica della Guardia di Finanza di Gaeta.

giovedì 12 giugno 2014

The Blond Experience: il successo firmato Valeriano Vaudo

Un successo enorme per lo spettacolo di danza della Gaeta Dance Studio The Blond Experience che ha visto i suoi alunni esibirsi davanti alla sala colma del Cine Teatro Ariston di Gaeta. Uno spettacolo meraviglioso con una scenografia del tutto sconvolgente e il pubblico, piacevolmente sorpreso di scoprire come il maestro Valeriano avesse "tirato fuori" il meglio di tutti i suoi allievi, non lasciava finire l'esibizione che già applaudiva con gioia. Da rimarcare la bravura e la capacità di calcare il palco da parte dei più piccoli partecipanti. L'omaggio reso alle tre dive - Britney Spears, Madonna e Lady Gaga - è stato straordinario e non ha escluso nessuna generazione, permettendo a tutti di riscoprire grandi successi musicali internazionali. Grazie ai costumi - accuratamente scelti da Caterina Bianchi - e alla scenografia, si è passato da Baby One More Time a La Isla Bonita assistendo a un meravigliosa interpretazione di Like a Virgin. Le canzoni, che molti avevano collocato magari in ambienti cittadini sotto l'influenza dei videoclip degli anni passati,  hanno cambiato i loro stessi luoghi e così, sul palco dell'Ariston, Faraoni e sirene non sono mancate. Uno spettacolo di eccellenza che rappresenta l'atto conclusivo di mesi di insegnamento, di cultura e di condivisione attraverso la nobile arte della danza.

martedì 3 giugno 2014

Dal Tibet a Hollywood: meraviglioso viaggio in Oriente con Alessandro Izzi e Massimiliano Di Meglio

Foto a cura di Accademia Fotografica
Si è tenuto domenica 1 giugno l'incantevole incontro nella sala del Centro DanTian di Gaeta con il caporedattore di Close Up Alessandro Izzi che ha presentato la sua opera Dal Tibet a Hollywood. Alessandro Izzi e Massimiliano di Meglio hanno deliziato il vasto  pubblico del centro DanTian, che diffonde ormai da diversi anni la cultura orientale, fra l'altro grazie alle lezioni di arti marziali che vi trovano il loro spazio quasi ogni giorno della settimana. Nella sala del Dantian, le cui pareti sono addobbate da armi tipiche dei guerrieri del Sol Levante, il dott. Di Meglio ha illustrato come, in verità, la presenza di questi strumenti rappresenti l'intento di promuovere la non violenza. In questo modo si è aperto un incontro emozionante. Nei suoi brevi ma intensi interventi, il dott. Di Meglio, moderatore dell'evento esperto di Filosofia Orientale e cultore della materia, ha inoltre esplicato accuratamente al pubblico il vero senso della parola meditazione che consiste soprattutto nella capacità di connettersi con dimensioni più ampie, svincolate da concezioni rigide non in grado di percepire la fluidità del mondo che ci circonda. Il libro presentato Dal Tibet a Hollywood è sugli scaffali delle librerie già dal 2008, ma come segnala lo stesso autore, nel panorama cinematografico degli ultimi anni, non ci sono stati nuovi film in grado -  come lo sono i capolavori di Scorsese, Bertolucci e Herzog - di cogliere attraverso la telecamera l'essenza del mondo orientale. L'opera di Izzi, che ha come scopo quello di spiegare la percezione occidentale della filosofia buddhista attraverso l'analisi di Kundun in modo prevalente - film di Martin Scorsese basato in parte sull'autobiografia del Dalai Lama -  si configura come una porta aperta su un mondo distante dal nostro. Una distanza che non si calcola in chilometri come lo hanno dimostrato il Dott. Di Meglio e lo scrittore Izzi e che si risolve con lo sguardo, l'attenta osservazione dei simboli e la voglia di lasciare che il suolo sotto i nostri piedi diventi cielo e il cielo diventi terra. Non un'esortazione al caos, bensì all'essere capaci di cambiare punti di vista e accettare che per alcuni, la distruzione non ha connotazione negativa e la compassione - intesa come capacità di capire lo stato d'animo dell'altro -  vince sull'egoismo.
Un storia editoriale un poco frettolosa quella che diede vita a  Dal Tibet a Hollywood senza una vera propria presentazione, motivo che induce l'autore a credere che la sua non sia un'opera del tutto perfetta anche se noi lettori, nonostante la modestia di Alessandro Izzi, abbiamo il piacere di leggere  un'opera di una forza incredibile destinata a tutti coloro che vogliono capire. Per quelli che vogliono conoscere la filosofia  orientale e non sanno da dove iniziare, questo volume può costituire un punto di partenza, soprattutto se a presentarlo c'è il Dott. Di Meglio che in una perfetta sintonia con l'autore apporta la luce della conoscenza su ogni punto che rappresenta una diversità. L'analisi cinematografica per comprendere un mondo riveste allora lo stesso ruolo dell'analisi letteraria: analizzare per comprendere. Un appuntamento di rilevanza culturale notevole quello di domenica   primo giugno conclusosi con l'invito del Dott. Di Meglio a continuare gli incontri di questo tipo al fine di raccontarci storie per imparare a collaborare tra Associazioni e vivere in definitiva tutti meglio, guidati dalla conoscenza e dalla condivisione.

venerdì 30 maggio 2014

Pazzielle 2014: per chi lo ha mancato, ecco cosa si è perso!

Foto a cura di Accademia Fotografica
Si è conclusa domenica 25 maggio con un video commevente la seconda edizione del festival del gioco e della famiglia organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Gaeta. Un evento che ha portato grandi e piccoli a divertirsi in un villaggio meravigliosamente ideato e realizzato. Ce n'era davvero per tutti i gusti dai bricolage agli spettacoli di teatro, lotte fra gladiatori, passando per animazione, presenza di personaggi Disney, Peppa Pig, giochi da tavola e per fino fritelle! Questo anno, moltissime persone si sono recate nei pomeriggi di gran caldo a tutti gli stand accuratamente allestiti dalle associazioni che hanno partecipato all'evento. Dato che gli organizzatori non mancano mai di idee, per questa edizione è stato creato il gioco gigante "Simm' a Gaeta" che proponeva ai partecipanti un tour della città, passando in tutte le località conosciute. Sotto la scuola elementare Virgilio, per la gioia di tutti i bambini, un poney ha portato a spasso tutti coloro che lo desideravano. Meravigliosa e non ultima, l'iniziativa dei volontari di Nati Per Leggere, presenti tra gli espositori questo anno, i quali hanno deliziato i bambini con letture di favole fantastiche perfino in moldavo, polacco, francese e nell'affascinante lingua dei segni. Un'edizione di Pazzielle particolarmente emozionante che sarà un nota positiva per incoraggiare coloro che cureranno la realizzazione di Pazzielle 2015 che aspettiamo con sana impazienza!

venerdì 16 maggio 2014

Scatti d'Autore: il successo della prima mostra di Accademia Fotografica

Accademia Fotografica
Una vera delizia per il cuore e per la vista la prima mostra di fine corso dell'Accademia Fotografica. Le note di David Gilmour On an Island hanno traghettato verso gli scatti dei fotografi in erba i primi curiosi arrivati per l'inaugurazione  di giovedì 15 maggio. Particolari, luci, prospettive incantevoli che hanno rivelato la bravura degli studenti dell'Accademia ma anche quella dei loro maestri, i quali con sorprendente passione hanno realizzato un progetto di alta rilevanza per la vita culturale gaetana. Il progetto di Accademia Fotografica del quale aveva parlato il presidente dell'associazione Enrico Duratorre nell'intervista di mercoledi 14 maggio può considerarsi ben avviato e già portatore di ottimi risultati. L'esito delle lezioni ha permesso agli artisti di trovare la giusta via per esprimere ciò che le loro menti serbano. Gaeta e i suoi abitanti hanno un reale bisogno della fotografia per fermare istanti preziosi che rivelano la loro identità e il loro carattere al fine di creare momenti di riflessione e di condivisione che possano rendere la società in generale meno sterile, intenta a favorire soltanto le attività virtuali. Inaugurata il 15 maggio, l'esposizione degli scatti d'autori proseguirà fino al 18 maggio con il seguente calendario: venerdì e sabato dalle 17,00 alle 20,00 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 20,00. Difficile non notare la contentezza e la soddisfazione dell'Assessore alla Cultura Prof.ssa Sabina Mitrano e del Delegato di Gaeta Grandi Eventi Dino Pascali, entrambi presenti per il taglio del nastro. Felice di congratularsi personalmente con gli artisti è stato anche l'arcivescovo Fabio Bernardo d'Onorio, presente a sua volta nel chiostro della ex chiesa di San Salvatore nella parte medievale della città di Gaeta. Complimenti a tutti i fotografi dell'Accademia ai quali comunichiamo a nome di tutta la redazione il nostro sincero "in bocca al lupo"  e tutte le nostre congratulazioni a Enrico Duratorre e alla sua gent.ma Consorte per avere osato, per avere deciso e per essere riusciti nella loro splendida impresa.

domenica 4 maggio 2014

Parole dal cuore. Lettera alla mia sposa; Vincenzo Testa: amor omnia vincit

Un messaggio d'amore come non ne sentivamo più da tempo. Eppure non stiamo parlando qui di coppie famose come Tristano e Isotta o ancora Romeo e Giulietta, ma di nostri contemporanei resi speciali dall'amore che li anima ogni giorno. Vincenzo Testa dedica alla moglie Franca un libro, un'epistola scritta da lui a lei, in onore dei loro 25 anni di matrimonio. Una lettera che non sarebbe forse mai diventata un libro e che Vincenzo ha regalato sotto forma di manoscritto a Franca che non sospettava il marito di stare a preparare un tale dono. Una lunga lettera nella quale un innamorato ricorda alla sua sposa quanto è stato bello e quanto è ancora oggi bello amarsi. Un amore dal quale sono nati due figli, un amore che ha permesso loro di lasciare sempre la porta aperta della loro casa a chiunque avesse bisogno di essere amato. Il libro Parole dal cuore. Lettera alla mia sposa è stato presentato venerdì 2 maggio 2014, nella sala dei martiri del SS. Santuario della Trinità della Montagna Spaccata, da Sandra Cervone, Vicenzo Testa e, tra i membri della Chiesa presenti, lo stesso arcivescovo Mons. Fabio Bernardo d'Onorio. L'opera, pubblicata dalle edizioni Paoline qualche mese prima del sinodo per la famiglia voluto da Papa Francesco a ottobre 2014, ha destato l'interesse del mondo ecclesiastico per il modello di vita che costituisce. Questa lunga lettera è la dimostrazione che l'amore esiste; sì, è possibile amare e essere amato a sua volta, ogni giorno e per sempre. L'amore tra due persone è la base sulla quale fondare una famiglia, tante famiglie insieme sono una società, un mondo che funziona e che costruisce nel bene, altri mondi più perfetti. L'opera è un messaggio cristiano, sì, ma anche un messaggio universale, come quello divino che tocca profondamente chiunque, dall'ateo al credente di qualsiasi religione, ma soprattutto che arriva dritto al cuore di chi, oggi, ha perso la speranza. Altamente raccomandato.

sabato 3 maggio 2014

Sicily Street Food: ricordando lo Yacht Med Festival

In un mondo così veloce come il nostro, il tempo dedicato al pranzo durante le lunghe giornate lavorative può spesso apparire sprecato. Addio dunque le deliziose ricette tradizionali, i pasti che si concludono con dolce e caffè...ma che incubo è? Grazie al progetto diretto da Michele Coniglio che la nostra Redazione ha incontrato durante lo Yacht Med Festival 2014, abbiamo potuto scoprire che non è necessario rinunciare sempre. In effetti, come spiega lo stesso Michele, l'idea di street food è nata proprio per permettere di mangiare "per strada", senza troppe cerimonie. Il marchio Sicily Street Food offre ai golosi arancini, cannoli e cassatine da degustare al volo, il tempo di un istante. L'idea innovativa rende possibile uno scambio culturale a basso costo, sfruttando le tradizioni della terra del commissario Montalbano. Durante il festival dedicato all'economia del mare, lo stand di Michele, colorato da mille delizie ha permesso a tutti gli amanti della gastronomia siciliana di rendersi conto di quanto, alcuni prodotti tipici, si adattino alla modernità. Una idea meravigliosa quindi quella del Sicily Street Food che forse, troverà una sede fissa al meno in uno dei comuni della provincia di Latina.

giovedì 1 maggio 2014

Yacht Med Festival: la ricchezza di un popolo è ... l'insieme delle sue tradizioni culinarie!

Lo Yacht Med Festival, giunto questo anno alla sua settima edizione, esalta come ogni anno un altro aspetto importante dell'economia del mare: la gastronomia. Nella parola Med, appunto, sono racchiusi tutti i tesori che possiede il nostro popolo. Vivere nel Mediterraneo significa avere una tradizione culinaria antica, legata in buona parte alla pesca. Il festival dell'economia del mare mette in evidenza l'importanza della convivenza omogenea di tutte le attvità legate al mare e in esse è compresa l'attività della pesca, il commercio dei prodotti ittici, ma anche la promozione di prodotti tipici che caratterizzano la cucina mediterranea delle nostre zone. Per onorare con un evento tutto suo questo importante aspetto, è stata organizzata sulla terrazza EatMed, sita questo anno a "Punta Stendardo" all'interno della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, una serata dedicata alla gastronomia. Durante questo splendido evento, sono stati presentati piatti della tradizione e sono stati "nobilitati" i prodotti considerati "meno pregiati", quelli che sulle bancarelle dei mercati, costano a volte meno e si saprebbe, oggi, difficilmente come prepararli. Questi possono essere sarde, alice e altri pesci, i quali con la giusta dose di pomodoro o di qualche spezia possono tuttavia rivelare sapori inattesi e soddisfare i palati più sofisticati. Per quelli che hanno perso questo meraviglioso appuntamento serale, ricordiamo che è tuttavia possibile recarsi in tutti ristoranti convenzionati in occasione dello Yacht Med Festival 2014 per assaggiare mille piatti diversi.

domenica 27 aprile 2014

Musica di sera: l'armonia secondo Valentina Ferraiuolo

Fotografia di Enrico Duratorre - Accademia Fotografica
Armonia e tradizioni per l'apertura dello Yacht Med Festival giovedì 24 aprile 2014: sul palco sale Valentina Ferraiuolo che incanta il pubblico assieme a Marco Pescosolido e Maurizio Stammati come special guest. La giovane artista di Gaeta ha regalato ai suoi numerosi ascoltatori un momento di puro piacere. La nostra redazione, dal suo lato, ha avuto l'immenso onore di potere intervistare il musicista Marco Pescosolido, in esclusiva poche ore dopo il favoloso concerto. Ecco a voi la preziosa intervista a Marco Pescosolido, condotta con gioia dalla vostra devota Fenice.
1. Come mai (talento a parte) siete stati scelti Valentina e tu per l'apertura dello Yacht Med Festival?
Il concerto è stato scelto per l'apertura dello Yacht Med Festival perché questo progetto mira a recuperare la tradizione musicale delle nostre zone.
2. Quale è il tuo rapporto con il mare? L'amore per la musica vi è legato?
Io sono uno di quei classici tipi che ama il mare e non riuscirebbe a farne a meno, in qualunque periodo dell anno. Con la musica c'è una relazione molto stretta; se ci pensi le nostre tradizioni musicali hanno avuto tantissime influenze e contaminazioni fin dall'Antichità proprio grazie ai collegamenti marittimi che hanno reso il nostro approccio melodico e ritmico le caratteristiche tangibili e peculiari della nostra cultura. Basti pensare ai sapori spesso simili della musica napoletana, quella araba, greca o spagnola, tanto da poter tranquillamente affermare che le melodie che sentiamo riecheggiare nei vari porti del Mediterraneo si sono ispirate allo stesso mare, agli stessi richiami dei pescatori, agli stessi ritmi antichi che hanno accompagnato il lavoro e la vita della gente di mare. Io, scegliendo di suonare soprattutto in progetti World music che ricercano e uniscono queste etnie e culture musicali differenti, mi sento molto legato e ispirato dal mare.
 3) Che effetto fa suonare con Valentina Ferraiuolo?
E' piacevole lavorare con lei. Credo sia un'artista per le qualità che ha che merita di fare molta più strada di quella che ha gia percorso fino ad ora, e sono sicuro che ci riuscirà.
4) Quali sono i tuoi programmi futuri?
Per ora, i miei programmi sono con Flamenco Tango Neapolis a Roma il 29 aprile all'Auditorium della Conciliazione in occasione della canonizzazione dei due Papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Sarò con Valentina & Trillanima a Latina il 30 aprile, con Ondanueve String Quartet il 17 e 18 maggio a Napoli, ospiti in un concerto a Galleria Toledo. Prossimamente, oltre a altri concerti con questi progetti, ci sono in programma diverse produzioni con l'Orchestra Reale di Caserta e alcuni concerti con Edoardo Bennato e Enzo Avitabile con i quali collaboro da diversi anni.

venerdì 25 aprile 2014

YMF, sicurezza a mare: presentazione del progetto OSMOSI


Un incontro interessante quello organizzato dall'Istituto Italiano di Navigazione durante la prima giornata dello Yacht Med Festival 2014. Seduti nella bellissima sfera che funge da sala conferenza, il Presidente della Camera di Commercio di Latina, Vincenzo Zottola, nonché promotore del festival della nautica a Gaeta, ci introduce l'argomento del convegno: il Progetto Osmosi. Dopo aver ricordato a tutti i present che lo Yacht Med Festiva è "la casa di tutti coloro che hanno a che fare con il mare, comprese le istituzioni", il Presidente lascia la parola al moderatore che riepiloga in maniera lineare le diverse accezioni della parola sicurezza. Lo scopo del progetto OSMOSI è di creare un osservatorio in grado di comprendere l'evoluzione dell'arte della sicurezza in ambito marittimo e portuale e di proporre le soluzioni per affrontare efficacemente le problematiche ancora esistenti. Gradito da parte del pubblico l'intervento a tal proposito della dott.ssa Palmira Petrocelli, già dirrigente IPSEMA, che rimarca l'importanza della sicurezza non come norme da applicare bensì come fattore culturale. Per la dott.ssa Petrocelli, occorre avere la mentalità della sicurezza, il ché significa capire quanto la sicurezza e le regole che permettono di creare contesti sicuri siano fondamentali per l'uomo, l'ambiente e l'economia. Infine, da parte dei partecipanti è stato diverse volte sottolineato il legame tra economia e sicurezza.

lunedì 21 aprile 2014

Maigret e Montalbano, una possibile amicizia?

Se da Parigi sono lontani gli incantevoli paesaggi siciliani, esiste forse un modo per avvicinarli, anche quando nella Ville Lumière la pioggia apporta incessante il suo tocco di romanticismo. Questo modo lo troviamo leggendo Simenon e Camilleri. In un'intervista del 2013, curata dal Corriere della Sera, Camilleri svela il suo reale legame con Georges Simenon, pur non avendolo mai conosciuto. Secondo il creatore di Montalbano, la tecnica del giallo gli è stata insegnata attraverso la messa in scena degli episodi di Maigret. Le similitudini tra i romanzi di Montalbano e di Maigret non sono da ricercare esclusivamente nel lo stile di scrittura, ma anche nel carattere dei personaggi. Per esempio, entrambi i commissari, nell'immaginario dei loro autori, non sono molto giovani. Riflessivi e di grande intelligenza, i commissari sono affiancati da ispettori che presentano anche loro delle cratteristiche comuni. E' interessante notare come l'ispettore Chinquier possa assomigliare all'ispettore Fazio. In Maigret e il fantasma, pubblicato da Adelphi, si legge: (...) Chinquier aveva estratto dalla tasca un taccuino con diverse pagine coperte di nomi e schemini. Anche con lui bisognava essere prudenti per non offenderlo (...). Di contro, in Una Voce di Notte, Camilleri scrive: (...) Fazio s'assittò, si misi 'na mano 'n sacchetta, tirò fora un foglietto (...). Appare evidente che Chinquier e Fazio soffrono di quello che Montalbano definisce complesso dell'anagrafe. Per meglio dire, se a Maigret dava fastidio l'uso di taccuini e folgietti, a Montalbano snervava letteralmente la loro apparizione e, ancora più il fatto che fossero pieni di indicazioni biografiche di scarsa rilevanza.
L'effetto benefico della letteratura risiede in questi piccoli rimandi che possono, a volte, legare per sempre autori, opere e personaggi.

lunedì 31 marzo 2014

1861: l'assedio di Gaeta secondo Don Saverio, Charles e Vicenzo per Vivi L'Arte Gaeta

Il 15 gennaio del 1866, a Napoli, esce il primo numero del giornale Lu Trovatore. Pubbecarrà tutto chello che trova. Proprio tutto? Forse! La storia dell'assedio di Gaeta, sì. Verrà pubblicata in napoletano, a puntate, su questo giornale che si potrà leggere tre volte a settimana e sarà tradotta dal francese in napoletano da un misterioso Don Saverio. Chi si cela realmente dietro questo misterioso nome? Il fatto è che, nel 1861, a qualche migliaia di chilometri da Gaeta, nella capitale belga, fu stampato in francese il primo giornale dell'assedio. Bruxelles vede quindi pubblicare quella che potremmo considerare l'editio princeps di Le siége de Gaete, di un tale Charles Garnier. Garnier era un analista politico, ma soprattutto un brillante giornalista che descrisse quel che avvenne a Gaeta intorno al 1861 in una serie di appunti. Presente durante l'assedio, egli riporta i fatti come li ha realmente vissuti.
Il 26 marzo 2014, a Gaeta, la settimana Vivi l'Arte Gaeta accoglie tra le mura del noto Palazzo de Vio, Vincenzo d'Amico con alla mano il nuovo volume nato dalle giudiziose scelte editoriali della D'Amico Editore: L'Assedio di Gaeta. In qualche minuto il pubblico di Vivi l'Arte fa un salto indietro nel tempo e con forte emozione scopre che qualcuno aveva pensato ai posteri. Questo "qualcuno" era Charles Garnier. Le cronache del giornalista francese hanno lasciato riaffiorare in tutti i presenti la personalità del popolo gaetano e dei sovrani del Regno delle Due Sicilie, l'identità di una Nazione, di una città. Una memoria storica. Allora il significato di "post unitario", "unità d'Italia" ha assunto un significato pieno e profondo.
 L'assedio di Gaeta, pubblicato dalla D'Amico Editore in napoletano propone assieme al testo di Garnier un'appendice fotografica e documentaria molto ricca, frutto di accurate ricerche. Altamente raccomandato, magari da leggere anche a voce alta ai nostri figli, lasciandoci guidare, il tempo di una lettura, dal filo della D'Amico Editore.

giovedì 27 marzo 2014

Alberto Angela per Vivi l'Arte Gaeta

Sabato 22 marzo è iniziata la settimana Vivi l'Arte Gaeta, settimana della cultura, con la lectio magistralis di Alberto Angela. Il noto presentatore televisivo ha illuminato il Santuario della SS Annunziata con la presentazione del suo nuovo volume dedicato ai misteri della Cappella Sistina. Alberto Angela ha dilettato il vasto pubblico presente nella storica chiesa gaetana - e sul piazzale antistante il santuario, davanti a uno schermo gigante - con rivelazioni sulla realizzazione degli affreschi di Michelangelo e i rapporti dello stesso con l'arte della pittura. Sapevate che il dito di Adamo del Giudizio Universale non è stato dipinto da Michelangelo? Conoscete un certo Carnevali, noto pittore del Cinquecento? E i Papi, quali erano i loro rapporti con Buonarroti? Avete mai pensato di dipingere per più di quattro anni il soffitto di casa vostra? Spero proprio di no, anzi, vi consigliamo di restare sul divano di casa e di viaggiare nel tempo con Viaggio nella Cappella Sistina.

venerdì 13 settembre 2013

Reminiscenze estive: la mostra di Vittorio Igiani



Il mese di agosto è stato illuminato dalle splendide fotografie del maestro Igiani. Queste fotografie hanno raccontato attraverso gli occhi dell’artista gaetano la nostra città a colori o in bianco e nero. La luce della perla del Tirreno è stata immortalata in numerosi scatti che la dipingono in ogni stagione da diverse prospettive. Il maestro Igiani infatti non ha trascurato nulla. Sono già tre anni che le mostre fotografiche di Vittorio Igiani si svolgono in città e hanno riscosso da parte del pubblico gaetano e non, un ampio consenso. Igiani ha lavorato come cameraman, si è dedicato anche alla pittura, ma come ci ha confidato in un’intervista alla nostra redazione, la fotografia resta a suo avviso il modo più diretto di espressione sempre ricco di nuovi stimoli. Nel 2011, il maestro aveva esposto alcune fotografie da lui scattate al Club Nautico Flavio Gioia e il sindaco di Nizza, in visita qui a Gaeta, apprezzò molto i suoi scatti, tanto da portarne via alcuni. Nei prossimi mesi, Vittorio Igiani pensa di allestire un’altra mostra basata sul tema dell’alba e del tramonto. Aspettiamo con impazienza!

lunedì 12 agosto 2013

I rischi della tropicalizzazione delle acque reminiscenze del convegno di A. Madonna del 30 dicembre 2011


Quasi due anni fa, fu organizzato un interessantissimo convegno al Flavio Gioia durante il quale il noto caporedattore della rivista Subacqueo fece un’interessantissima relazione ai presenti sulla tropicalizzazione del nostro mare.  Il Dott. Adriano Madonna spiegò all’assemblea cosa era in maniera precisa questo fenomeno dei nostri tempi che risulta perfino inquietante sotto diversi aspetti. Per tropicalizzazione si intende lo spostamento di alcune specie tipiche di acque tropicali o subtropicali nelle acque del nostro mare a causa del cambiamento delle caratteristiche delle nostre acque, probabilmente dovuto al riscaldamento globale. Di per sé, sembrerebbe ingenuo preoccuparsi dell’arrivo di altri ospiti colorati … a meno che alcune di queste “nuove” specie in arrivo non siano velenose, pericolose per la nostra salute o ancora non danneggino proprio altre specie tipiche e autoctone delle nostre acque. Il  Dott. Madonna raccontò un aneddoto che fece al quanto pensare: a bordo di un peschereccio, tirando su le reti, i marinai scoprirono un pesce palla. Ora il pesce palla oltre a essere una specie tropicale è anche velenoso. A bordo, nessuno era conscio del pericolo che poteva rappresentare.  Adriano Madonna sollevò dunque un aspetto importante di questa tropicalizzazione del mare: occorre informare e istruire chi vive in zone costiere e magari lavora e vive grazie al mare. Per chi resta più scettico e si chiede come delle specie tropicali possono arrivare da noi, è semplice: se le condizioni per la loro sussistenza sono favorevoli, queste specie arrivano dal Canale di Suez (quindi dal Mare Rosso) oppure dallo Stretto di Gibilterra.  Preoccuparsi? Sì e cambiare il nostro rapporto con il nostro eco sistema marino e terrestre, per il bene di tutti. Come fare? Informandosi e osservando la natura che ci circonda. Molti dotti, studiosi e eruditi come il Dott. Madonna hanno scritto e documentato con fotografie libri e articoli disponibili e accessibili a tutti. Buona lettura.

domenica 11 agosto 2013

Pasquale Mattej: il bicentenario della nascita



Ebbene, una settimana dopo l’apertura della mostra, sono a raccontarvi come andò l’inaugurazione. Sabato 27 luglio è stata un’altra giornata caldissima sulla nostra penisola e credo che tutti coloro che si sono recati alla presentazione della mostra in onore di Pasquale Mattej siano stati lieti di recarsi all’ombra, sullo splendido terrazzo panoramico dell’Archivio Storico di Gaeta. Lì, a fare gli onori di casa, il Prof. Vaudo, la Dott.ssa Maria Grazia Zona e il consigliere comunale Pasquale Ranucci.  Aperto il discorso di presentazione, il Prof. Vaudo ha  dato ulteriori informazioni sulla figura di Mattej. Ricordando la passione di Mattej per l’archeologia, si occupò anche del territorio Siciliano al quale dedicò alcuni scritti. Il Prof. Vaudo ha ribadito la difficoltà di censire tutte le opere realizzate da Pasquale Mattej , poiché non erano mai uniche ma spesso riprodotte in più esemplari. L’aspetto ancora più interessante è che molte opere dello scrittore formiano non sono state ancora edite. Resterebbe quindi validissimo l’interesse ai manoscritti da parte di studiosi di Mattej o di alcuni aspetti legati al nostro territorio o ancora al periodo storico durante il quale visse Mattej. Numerose conferenze e convegni si sono tenuti negli anni per permettere di approfondire la conoscenza di questo importante personaggio della nostra storia locale, ma l’opportunità di editare le sue opere resta una fortuna senza precedenti. Il lavoro filologico da sostenere per garantirne la pubblicazione permetterà senz’altro di svelare altri segreti nascosti. Durante il suo intervento il Prof. Vaudo ha spiegato che nell’archivio si trova anche una copia dello stemma originale. Di per sé questa informazione potrebbe risultare superflua, eppure non lo è. Poiché si tratta dello stemma della città, ci si aspetta che la copia originale sia gelosamente custodita nell’archivio di Formia; in realtà non lo si può trovare lì. Lo stemma originale aveva un fondo azzurro, mentre è noto ai più che quello attuale è bianco. Non si sa tuttavia se questa variazione potrebbe essere all’origine della mancata presenza nell’archivio di Formia.
Infine, la mostra risulta piacevole da vedere. Tutto è organizzato per facilitare la consultazione del materiale esposto e in più, sono proiettate delle immagini video per rendere il tutto più completo. Il Prof. Vaudo è come sempre a disposizione dei visitatori che rimarranno senz’altro incantati da quanto possono imparare tra le antiche mura dell’Archivio Storico di Gaeta.