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mercoledì 29 ottobre 2014

Un ponte di parole: premiato il vincitore!

El Hadji Malick Samb è il vincitore del concorso letterario Un Ponte di Parole organizzato dall'assessorato alla cultura del comune di Gaeta e dalle assaociazioni culturali Uni-vero Integrato e DeComporre. Una grande soddisfazione per il vincitore che si è visto consegnare il premio giovedì 23 ottobre 2014, durante le iniziative organizzate per il Festival della Comunità Solidale, dal sindaco Mitrano. Nell'area Workshop A.L.I., uno spazio è stato interamente dedicato alla premiazione in presenza di tutti i finalisti del concorso, degli spettatori entusasti, del sindaco, dell'assessore Sabina Mitrano (convinta promotrice dell'iniziativa alla pari con le due assocazioni organizzatrici), del dirigente Antonio Zangrillo, della responsabile dell'A.L.I. Festival Rossella Porceddu, di Giuseppe Napolitano, di Maria Grossi dell'Associazione "Insieme Immigrati in Italia". Una premiazione come una festa durante la quale è stato possibile per la nostra redazione di intervistare Malick il quale ha gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande. 
1. Come mai hai deciso di avvicinarti alla scrittura?
Io mi sono avvicinato alla scrittura per "continuità". Già in Senegal scrivevo testi di canzoni rap in wolof, lingua del Senegal. Il wolof mescola il francese e altre lingue europee. Il rap è molto apprezzato in Senegal e i giovani lo adorano. Io ho iniziato da ragazzino, quando avevo 9 anni. Poi la mia immigrazione è stata casuale. Sono stato presidente della delegazione del mio liceo per rappresentare il Senegal durante un gemellaggio in Francia. Sarei dovuto tornare in Africa, ma come la maggiore parte dei giovani, pensavo che in Europa tutto fosse meglio e quindi sono rimasto. Avevo 19 anni e i miei genitori mi affidarono a mio zio che abitava in Italia. All'inizio era tutto molto bello ma una volta che mi è scaduto il visto, ho realizzato di essere un clandestino. Non potevo lavorare, non potevo fare nulla. E' stato terribile.
2. Cosa hai fatto a quel punto?
La prima cosa che ho fatto è stato di imparare l'italiano. Mi sono andato a comprare un dizionario di italiano! E' stata la prima cosa che ho fatto. Poi mi sono spostato nel paese in cerca di qualcosa da fare. Dopo due anni di giri durante i quali sono giunto perfino in Spagna, mi sono iscritto a un corso di alfebetizzazione dell'italiano e scrivendo l'italiano, ho capito che scrivere era quello che volevo fare. Ho scritto allora Il Destino di un Clandestino.
3. Si tratta di un autobiografia?
 Sì, è la mia autobiografia nella quale apro ogni tanto qualche "finestra" sul Senegal e sull'Africa in generale. Quando ho deciso di scrivere il libro, ho consultato il professore Campanini che mi  ha aiutato. Il libro è piaciuto e molti lettori mi hanno incoraggiato a continuare a scrivere. Così, mi sono avvicinato alla scrittura!