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venerdì 27 giugno 2014

Voci del festival della poesia del 21 giugno 2014: Raffaele Gentili racconta

E' molto emozionante, grazie alla scrittura, permettere a eventi eccezionali di rivevere ancora qualche istante dopo che si siano conclusi! Per questo, pubblichiamo un'intervista esclusiva: la nostra Redazione, dopo il festival della poesia del 21 giugno 2014, ha avuto l'immenso piacere di chiacchierare con il poeta viandante Raffaele Gentili che ci ha parlato del suo rapporto con la poesia. Una vera delizia che vi presentiamo in questo articolo!
1. Da cosa nasce la passione per la poesia?
Dalla passione per la lettura   che si è evoluta con il passare del tempo. 
2. Quali sono le letture o gli autori che preferisce?
Io leggo Salgari, Mann, mi piacciono i classici, in particolar modo Dostoevskij. Non leggo invece la letteratura francese che non mi attrae molto. I gialli, sì, ho letto Maigret, fra l'altro. Mi piacciono i gialli italiani, americani...i gialli per chi ama la lettura sono praticamente un passaggio obbligatorio. Scelgo il libro che voglio leggere "a pelle", per sensazione. Compro almeno due libri al mese. 
3. E per la poesia, chi sono gli autori che le piacciono?
A me piace soprattutto Robert Frost, ma anche Alfonso Gatto. Resto molto affascinato dalla la letteratura americana in generale. Recentemente, ho prestato molta attenzione alla poesia araba e persiana. Forse perché, ancora prima dei Greci, erano loro i primi poeti. Per me la poesia del Novecento assomiglia molto a quella degli esordi.
4. Quando ha iniziato a scrivere poesia?   
Scrivo da trenta anni. Per esigenza. Forse da quando sono ragazzo. Anni fa, ho stampato un libro convinto di essere un poeta. Scrivo da un bel po' di tempo. Ho venduto quasi tutte le copie della raccolta che scrissi allora. Rileggendomi, oggi, credo di essere migliorato. Un po' di ironia sul proprio modo di scrivere, ci vuole. Noi siamo "gente che scrive", mettere un eccesso di vanità nella nostra attività è sbagliato. Per me, scrivere è come bere un caffè. La rima mi viene abbastanza facile anche se cerco di evitarla. Pe rnoi poeti viandanti, la poesia è un mezzo di espressione sincera. Non siamo dei tecnici della letteratura, non diamo spazio alla forma a scapito del contenuto. A volte, tutto ti ispira versi e a volte, le medesime cose che hai osservato non ti dicono più nulla. Resta comunque difficile che passi un giorno senza scrivere.
5. Se dovesse collegare la poesia a qualche altra arte, quale sarebbe?
La collegherei sicuramente alla fotografia. Quello che l'occhio coglie deve essere narrato attraverso la poesia. 
6. Quale è il posto che più La ispira? A chi dedica le sue poesie?
Fra tanti, è Narni, la mia città. Ho dedicato qualche poesia a mia madre; in realtà, non ho dediche da fare a nessuno se non alla poesia stessa.