domenica 28 luglio 2013

Il Libro della settimana: Uttian


Questa settimana restiamo immersi nel verde e vi presentiamo Uttian. Si tratta di un romanzo di origini gaetane poiché il suo autore è il noto Luigi Stenta; ricordato dia più per le deliziose paste dolci.
Luigi Stenta narra in questo romanzo autobiografico i suoi primi ventotto anni di vita tormentati da avventure, passione, scoperte di nuovi mondi. L’opera è disponibile in pochi esemplari presso la nostra redazione. Per qualunque informazione a riguardo: info@isassolinidellafenice.com oppure 380 79 75 325.
Raccomandato.

Chagall: quando la pittura diventa musica, teatro e letteratura


Chagall visse a lungo e vide fiorire diversi movimenti artistici che influenzarono in qualche modo la sua arte. Nato in Bielorussia, una volta scoperta la sua passione per le arti figurative, chiese il permesso ai suoi genitori di iscriversi all’Accademia delle Belle Arti, prima in Russia e poi finalmente in Francia. Conobbe artisti di fama mondiale come Picasso e Matisse e lo scambio dal punto di vista artistico fu evidente in numerose sue opere. Chagall fece usò dei sgargianti colori impiegati dai Fauves, scompose la realtà come il cubismo aveva indicato e mai dimenticò le sue origini slave. I paesaggi rurali dell’amata terra nativa sono stati a lungo rappresentati nei suoi dipinti. Chagall illustrò diverse opere letterarie tra le quali Anime Morte di Gogol e La Bibbia. Durante la secondo guerra mondiale, in fuga verso gli Stati Uniti, scoprì la litografia e preparò l’allestimento del balletto russo messo in scena da Djaghilev L’Uccello di Fuoco con le musiche di Igor Stravinskij. Così il suo talento invadeva le arti legate alla parola e all’espressione corporale, rendendo Chagall un artista completo la cui arte era diventata universale.
Ebreo di origini, il pittore divenuto francese nel 1937 aveva nelle sue opere lasciato lo spazio alla sua cultura e alla sua tradizione religiosa. Nel 1960, si recò in Israele ove visitò una sinagoga. Gli fu richiesto di creare una vetrata per un ospedale  che rischiò di essere distrutta del resto durante la Guerra dei Sei Giorni.
Chagall, scomparso all’età di 97 anni, ispirò con il suo dipinto Le Coq Rouge la canzone che segnò l’inizio della rivoluzione della musica popolare italiana: volare di Domenico Modugno scritta nella seconda metà degli anni ’50.

Ricetta: pesto di basilico e pistacchio con riso venere



Ingredienti per due persone:
300gr di riso venere
Basilico q.b.
Uno spicchio d’aglio
Mezzo cipollotto
3 cucchiai di olio d’oliva o di pistacchio
Un pizzico di sale grosso
50 gr di pistacchi già sgusciati
500 ml di brodo vegetale
Ricotta salata da grattugiare
Procedimento:
Pestare nel mortaio il basilico, l’aglio, il pizzico di sale grosso e i pistacchi sgusciati, aggiungere in seguito l’olio. In un tegame, mettere un poco d’olio di oliva, il mezzo cipollotto tagliato a pezzi piccoli. Rosolare per qualche istante e aggiungere poi il riso. Rosolare il tutto per un minuto. Irrorare con il brodo vegetale ben caldo. Cuocere per circa diciotto minuti irrorando con il brodo per non fare bruciare la preparazione. Una volta ultimata la cottura, mescolare il pesto preparato in precedenza. Preparare i piatti e servire con una spolverata di ricotta salata grattugiata al momento. 

giovedì 18 luglio 2013

Editoriale


Cari lettori,
Si avvicina agosto e la prima parola che ci viene in mente a parte vacanza è viaggio. Questa edizione vi offre una rivisitazione della parola viaggio, come la intendo io. Viaggiare significa sconfinare, andare oltre ciò che conosciamo e quindi oltre ciò che possiamo immaginare. Vi auguro buona lettura e a sabato!

Dante: ultimo canto del Paradiso


«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz' ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.
Or questi, che da l'infima lacuna
de l'universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una,
supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l'ultima salute.
E io, che mai per mio veder non arsi
più ch'i' fo per lo suo, tutti miei prieghi
ti porgo, e priego che non sieno scarsi,
perché tu ogne nube li disleghi
di sua mortalità co' prieghi tuoi,
sì che 'l sommo piacer li si dispieghi.
Ancor ti priego, regina, che puoi
ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi.
Vinca tua guardia i movimenti umani:
vedi Beatrice con quanti beati
per li miei prieghi ti chiudon le mani!».
Li occhi da Dio diletti e venerati,
fissi ne l'orator, ne dimostraro
quanto i devoti prieghi le son grati;