venerdì 13 settembre 2013

Kabuki, No e Bunraku: l’altra messa in scena



Il teatro non è una forma di espressione esclusivamente occidentale e benché risponda a criteri di messa in scena e di realizzazione diversi esiste anche in oriente da tempi. Per esempio in Giappone, le forme di teatro sono quelle del Kabuki, del No e del Bunraku. Ognuna di queste forme presenta delle caratteristiche diverse. Esiste come in Occidente una distinzione tra farsa, dramma e tragedia. Il Kabuki è nato nel XVI secolo. All’inizio interpretate da sole donne, le opere furono successivamente messe in scena  e interpretate da soli uomini. Il kabuki è una forma teatrale che rappresentava vicende drammatiche accadute realmente tra persone di ceto borghese. Il kabuki inizialmente riprendeva alcune strutture del teatro di marionette, il Bunraku. Questo tipo di teatro metteva in scena delle marionette altissime mosse da almeno tre persone. Il No è invece una forma teatrale antica, ancora in uso oggi, che esprime al meglio la ricerca della raffinatezza e della bellezza da parte dell’autore. Il palcoscenico relativamente spoglio del No era allestito in questo modo: sul fondo, un pino dipinto su un pannello, uno spazio scenico chiuso anche da un tetto. Questo perché il teatro appariva come una forma di comunicazione con le divinità. C’era anche un ponte; serviva a collegare il mondo divino, con il mondo reale, quello del pubblico. Dal punto di vista del testo, se in Europa si è soliti sentire e apprezzare i soliloqui, questi non sono affatto all’ordine del giorno nel teatro giapponese originario del Seicento.

Laboratorio teatrale: presto lo spettacolo


Per tutti quelli che si chiedono cosa fosse questo laboratorio teatrale, dedico questo articolo. Il laboratorio teatrale estivo gratuito messo a punto dall’Associazione Culturale I Sassolini della Fenice è un laboratorio che prevedeva un lavoro di circa 60 ore. Le lezioni svolte due volte a settimana durante tre ore dalle 16.00 alle 19.00 si articolavano in un primo momento in una fase. Nella prima parte del corso, i giovani attori eseguivano una serie di esercizi svolti allo scopo di migliorare la concentrazione, l’armonia nel gruppo, la presa di coscienza di sé e degli atri. Altri esercizi servivano invece a esprimere sensazioni, emozioni e a riconoscere lo spazio. Tra gli esercizi meglio realizzati, c’era la macchina infernale. Disposti libera temente sul palco, ogni attore sceglieva un rumore qualsiasi e un gesto da ripetere per circa tre minuti. Il direttore d’orchestra accende la macchina e ne perde il controllo. Questa perdita di controllo determina un innalzamento del ritmo e del volume dei rumori della macchina che finisce nell’esplodere. Alla fine dell’esercizio, i ragazzi si sentono uniti e hanno allontanato qualsiasi pensiero negativo. Si sentono parte di un tutto, con le loro proprie caratteristiche. E’ un buon punto di partenza per unire, come è il caso qui, ragazzi di tutte le età e provenienze. Gli obbiettivi del laboratorio, ancor più che la realizzazione di uno spettacolo finale, erano appunto la creazione di una certa sinergia, il rispetto degli altri e delle loro differenze. Per questo il laboratorio non comprendeva nessun limite di età e così si sono anche scoperti giovanissimi talenti. Uno degli obiettivi era naturalmente quello di sottrarre le giovani risorse ai consueti giochi elettronici, permettendo loro di lasciare libero corso alla loro immaginazione. Gli esercizi proposti a questo scopo in un primo momento si sono rivelati dei veri e propri fallimenti. C’è voluto tempo prima che i ragazzi ricominciassero a usare la loro immaginazione in maniera incondizionata. E se fosse proseguito il laboratorio, avrei insistito moltissimo su questo aspetto. Ho paura che i nostri figli vivano incatenati. Giacché è difficile condurre una vita con tutto ciò che si desidera, se almeno l’infanzia restasse priva di limiti, non sarebbe male. Da un altro punto di vista, il laboratorio ha fatto sì che siano emersi ragazzi appassionati e questo è fondamentale. Spero che tutti loro si siano divertiti e che ci vedremo questo inverno per un’altra avventura teatrale.  

Ricetta – Mousse al cioccolato



Ingredienti:
200 gr di cioccolato fondente
4 uova
200 ml di panna
50 gr di zucchero a velo
40 gr di burro
1 cucchiaio di Brandy o rum
Essenza di vaniglia o di rum
Procedimento
Spezzettare la cioccolata e farla fondere a bagnomaria. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare. Nel frattempo, sbattere il burro, lo zucchero e l’essenza fino a ottenere una crema spumosa e leggera. Aggiungere alla crema i tuorli uno a uno e poi il cioccolato. Quando tutto è ben amalgamato aggiungere allora la panna e il cucchiaio di liquore. Montare gli albumi a neve e incorporarli al composto ottenuto. Versare il tutto in bicchieri o coppe e lasciare in frigorifero per quattro ore. Decorare con panna, scaglie di cioccolato e frutti di bosco freschi o ancora sciroppo di frutti di bosco.

Un punto di geografia: Yokohama



Yokohama è una città del Giappone molto popolata situata a trenta chilometri da Tokyo. Oggi all’avanguardia in numerosi settori, splendente e luminosa, una volta era un piccolo villaggio di pescatori. La sua storia cambia quando nella seconda metà dell’Ottocento, la città diventa un vero e proprio porto commerciale aperto anche agli scambi commerciali con l’estero.  Se capitata per un giro in Giappone, non mancate appunto di visitare Yokohama. Potrete vedere gli stupendi giardini tradizionali giapponesi di Sankeien oppure visitare qualche grattacielo e in un ascensore panoramico osservare dall’alto tutta la città. Per gli amanti delle belle arti, non perderete la visita al museo delle arti di Yokohama per proseguire poi con una bella passeggiata per i giardini italiani. Altamente raccomandata.

Vittorio Gassman: quasi un secolo di spettacolo



E’ difficile scegliere un artista da rappresentare in un modestissimo giornale settimanale visto la ricchezza del teatro e cinema italiano. Troppi bravi attori e bravissime attrici hanno segnato i ricordi del pubblico italiano e, ché che se ne dica, continuano a farlo oggi. In questo articolo, si rende omaggio a Vittorio Gassman, uno fra i tanti bravi, una stella che veglia sull’arte dopo aver dato il suo grande contributo.
Di formazione classica, Vittorio Gassman detto anche il mattatore, fu il fondatore negli anni Cinquanta del Teatro d’Arte Italiano e mise in scena per la prima volta Hamlet di Shakespeare oltre a numerose opere di autori classici.
Gassman fece il suo debutto a Milano, ma fu a Roma che esordì completamente. Membro della compagnia di Visconti, fu con questa che ottenne i suoi grandi successi.  Negli anni Settanta fondò a Firenze la Bottega Teatrale che radunò a Firenze molti grandi nomi del teatro italiano.

giovedì 29 agosto 2013

Editoriale



Cari Lettori,

Finalmente ci siamo: questa è la settimana dell’anno più attesa da tanti noi e per tanti motivi diversi. E’ la settimana di Ferragosto ! Il culmine dell’estate, del divertimento, del fare niente e della spensieratezza. Spiagge prese d’assalto, acqua bollente, canzoni dell’estate a tutto volume e siamo tutti pronti a festeggiare. Anche la nostra Redazione questa settimana festeggia, all’ombra , in villetta. Vi dedico una puntata rilassante basata su semplici ricerche per avere un’idea di quanto Ferragosto sia antica come festa e per sapere come festeggiano i Cristiani del resto d’Europa. Buona lettura e divertitevi!
La Fenice