mercoledì 26 febbraio 2014

Théatre, la troupe du Phoenix se prépare!

C'est dans la salle de rue de l'Indépendence que les élèves du Centre d'étude "I Sassolini della Fenice" (Les Cailloux du Phoenix) s'exercent et mémorisent leur texte. Cette année, D'Artagnan et les mousquetaires du roi Louis XIII seront de retour dans une version totalement revue par le Phoenix. La mise en scène sera aussi partculière et mettra surtout l'accent sur les traits qui caractérisent les personnages du romancier français. Les acteurs auront aussi droit à une leçon d'escrime gratuite organisée par l'asbl Les Cailloux du Phoenix pour rendre encore plus vraisemblable leur interprétation des différents personnages. Selon quelques indiscrétions, la reine Anne d'Autriche sera interprétée par la plus jeune actrice de la troupe qui avait déjà démontré d'excellentes capacités de déclamation et récitation pendant l'été 2013, lorsque l'asbl Les Cailloux du Phoenix avait mis en scène, en moins de deux mois, "Le Petit Prince" dans le vieux théatre de l'Oratorio Don Bosco, à Gaeta. Il s'agit de Gaia, 6 ans, qui apprend actuellement à lire, motivée à progresser dans la lecture pour enfin pouvoir étudier son role toute seule, sans l'aide des grands. L'initiative de préparer un spectacle sur un des classiques de la littérature française du 19ème siècle suscite la curiosité de la part de nombreuses personnes et une certaine nostalgie chez les amateurs d'histoire de cape et d'épée. En attendant, pour la jeune troupe théatrale il reste une question à résoudre: le spectacle aura lieu avant, après ou pendant le "Pazzielle", tant attendu festival du jeu et de la famille, organisée chaque année en fin du mois de mai par l'administration communale de Gaeta?

martedì 18 febbraio 2014

Une énigme à résoudre à Gaeta!


Courageux Maigret, en voilà une énigme à résoudre! Et meme si il y a 25 ans Simenon nous laissait, grace à l'asbl  I Sassolini della Fenice (Les Cailloux du Phoenix), l'auteur liégeois ne nous manque pas, meme mieux on lui a réservé une place au soleil. En effet, à Gaeta, village en bord de mer, dans le sud du Latium, Maigret est la source d'inspiration pour un événement culturel dans le quadre des activités de la semaine de la culture organisée par la Commune de Gaeta en partenariat avec toutes les asbl de la ville qui veulent promouvoir le tourisme dans cette antique cité. Comme cela, dans le musée de la diocèse qui renferme le précieux étendard de Lepanto (importante bataille contre les Maures de 1571), l'asbl du phoenix organise un murder party pour apprendre à connaitre les secrets de chaque salle où se trouve de véritables chefs-d'oeuvre tout en évoquant la littérature belge francophone. Ce qui est encore plus spectaculaire, c'est qu'afin d'encourager les curieux, tous les lieux touristiques de la partie médiévale (où se trouve le musée) et du bourg en dehors de l'enceinte resteront ouverts gratuitement toute la semaine. Venez donc tous! De plus Gaeta offre un vaste choix pour le logement: les maisons d'hotes à prix raisonnables n'y manque pas; dans la partie du bourg, dans les alentours du chateau, dans les zones résidentielles, à vous de choisir!

mercoledì 5 febbraio 2014

Aspettando la settimana della cultura a Gaeta


Torna l'appuntamento Vivi l'arte a Gaeta dal 24 marzo al 30 marzo 2014. Una settimana ricca di appuntamenti tutti dedicati alla cultura. Saranno aperti, come nelle precedenti edizioni, musei e monumenti storici e organizzate visite gratuite per imparare a conoscere la lunga storia della nostra città... e la novità è che, questo anno,  l'Associazione I Sassolini della Fenice aderisce anche essa all'evento! La nostra Associazione prepara un appuntamento da non perdere!!!Tuttavia per oggi, non aggiungo altro! La Nuova Gazzetta di Gaeta sarà lieta di informarvi sullo svolgimento dei preparativi in attesa del prossimo mese di marzo! Una sezione sarà dedicata all'evento e sarà intitolata, ViviArteGaeta con commenti, anedotti e speriamo, indiscrezioni! Seguiteci su http://lanuovagazzettadigaeta.blogspot.it oppure sulla nostra pagina di Facebook! - La Fenice -

lunedì 3 febbraio 2014

Il ritorno della Gazzetta!

Cari Lettori,

Sono passate settimane dai nostri ultimi reportage e forse vi sarete sentiti un po' trascurati...ma non temete! Presto saremo di ritorno con nuovi appuntamenti, nuove rubriche e tanta, tanta, tanta cultura che ci aiuta a vivere più felici!!!
Buona serata a tutti,
La Fenice.

mercoledì 6 novembre 2013

Editoriale



Cari Lettori,
Questo weekend siamo lieti di parlarvi del vino. Il nobile argomento trattato dal nostro settimanale è anche quello festeggiato in questi giorni nelle sale del Grand Hotel Villa Irlanda. Abbiamo pensato che per prepararsi al freddo inverno era forse una buona idea attrezzare la cantina ancora prima del guardaroba.
Così vi parliamo di alcuni aspetti restando convinti che se potrebbero trattare molti altri. Buona lettura!
La Fenice

Le vendemmie del bianco: tecniche e particolarità



Come l’uva che i grappoli cangianti si vela di porpora quando matura è la frase di Ovidio con la quale iniziare questo articolo dedicato al vino bianco poiché esso è il primo passo della metamorfosi dell’uva in vino ovvero del processo di vinificazione. È noto a tutti che la grandezza di un vino passa attraverso diverse fasi cominciando dalla raccolta e finendo all’imbottigliamento prima della vendita. Nel corso degli anni alla passione si sono aggiunte le scoperte della ricerca scientifica che hanno permesso a questa bevanda di raggiungere livelli che rasentano la perfezione. In questo articolo ci dedicheremo a scoprire come viene lavorato un vino bianco. I grappoli di uva bianca vengono raccolti con estrema cura per evitare qualsiasi tipo di macerazione, anzi in Sicilia ove il caldo diventa una minaccia per i frutti, come nella zona del Marsala, le vendemmie del bianco avvengono di notte, con l’aria fresca. Si procede poi a una macinatura soffice effettuata con rulli di gomma, successivamente l’uva viene introdotta in una pressa dove un telo impermeabile gonfiato a aria compressa fa fuoriuscire il mosto che confluisce in una vasca di raccolta. Qui il mosto viene fatto riposare per dare modo alle sostanze più pesanti di sedimentarsi. Una volta conclusa questa operazione il mosto viene messo a fermentare in acciaio o legno fino a quando non sarà pronto per la bottiglia e successivamente, il canonico Salute!

Il vino novello più buono o meno buono?



Prima di dilettarmi a scrivere questo articolo sui vini una premessa è d’obbligo. Sono un giurista che si interessa di vino, ma solo nel senso che ho tanti amici molto più esperti di me sul tema che mi hanno dato qualche suggerimento utile per non fare brutta figura con voi lettori.
Il Novello – che ha origini francesi (Beaujolais nouveau) – in Italia, ha avuto questa denominazione a seguito del d.M. 6-10-1989 e si tratta di un vino che si ottiene da una tecnica chiamata macerazione carbonica (MC) la quale, in sintesi, consiste nel mettere grappoli di uva interi, intatti, non diraspati, per un tempo variabile da qualche ora a più giorni, dentro un serbatoio ermetico saturo di anidride carbonica,  col vantaggio che appena poco tempo dopo la vendemmia il vino è già pronto per essere bevuto.
La legislazione italiana richiede, affinché il vino ottenuto possa definirsi novello, che almeno il 30% delle uve abbiano subito la MC, il restante 70% possono essere trattate con tecniche di vinificazione classiche. L'ampia discrezionalità concessa ai produttori rende possibile trovare in commercio novelli con una percentuale di vino ottenuto da macerazione carbonica variabile dal 30 al 100%.
Il vino ottenuto con questa tecnica è caratterizzato da una grande ricchezza aromatica morbidezza e armonia di gusto. Normalmente si ottengono vini con livelli tannici molto bassi, e questo, col passare del tempo, comporta una sensibile diminuzione delle sue specifiche proprietà organolettiche, soprattutto quelle tipiche di vinosità e di fruttato. E’ preferibile, quindi, consumare il vino molto giovane, per poterlo apprezzare appieno.
Quanto fin qui affermato, in conclusione, non ci permette di dire se il vino prodotto con questa tecnica sia più o meno buono dei vini a vinificazione tradizionale.
L’unica cosa che si può tentare di fare è cercare di distinguerli basandosi in particolare sulle loro caratteristiche. L’aroma dei vini da MC, per esempio, si distingue per una sua componente tipica (kirsch) accompagnata da una nota dominante complessa (vegetale e lattica) che permette l’articolazione armoniosa dei componenti, mentre nei vini da vinificazione tradizionale questa articolazione appare discontinua a causa delle variazioni d’intensità dei componenti.